Già nel Luglio scorso si leggeva sui quotidiani della caccia grossa ai non performing loans, infatti gli NPL, che tanto preoccupano le banche italiane, si rivelano un’opportunità d’affari per altri soggetti, sono di sicuro un’occasione di business per Banca Ifis, Prelios ma non solo…tutta la filiera deve essere pronta visti i numeri!
I crediti problematici si sono più che triplicati dal 2008 al 2013. Le sofferenze vere e proprie sono passate da 42 a 156 miliardi nello stesso arco di tempo.
Gli istituti di credito si interrogano su cosa fare di questi crediti, se provare cioè a valorizzarli all’interno, siglare partnership con operatori specializzati nella gestione di questi portafogli o cederli a fondi con esperienza nel campo dei npl.
Secondo un recente studio di Deloitte, nei prossimi 24 mesi gli istituti italiani venderanno tra i 10 e i 16 miliardi di euro di sofferenze, valori di gran lunga superiori rispetto ai pacchetti ceduti fino ad ora.
(Fonte: La Repubblica 14 luglio 2014)
In questo processo sono coinvolti non solo i debt buyer ma anche le società di recupero e di informazioni che devono cogliere l’occasione ed investire in sviluppo di competenze e adottare nuovi sistemi per la gestione dinamica dei crediti. In particolare valutare nuovi servizi evoluti di rintraccio e di valutazione immobiliare, per gestire, in maniera ottimale e con workflow personalizzati sia la fase di acquisizione che di gestione dei crediti affidati.

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