La collaboratività dei fornitori per aumentare l’efficienza

Ogni azienda tra gli obiettivi che si pone, oggi sempre di più, troviamo quello di cogliere nuove opportunità di approvvigionamento e la collaboratività dei fornitori per aumentare l’efficienza, per ottenere una riduzione dei costi, un miglioramento del servizio, e quindi sostenibilità. O in altre parole: per garanzia di crescita.

In particolare, chi si occupa di Informazioni Commerciali e Recupero del Credito, pone molta attenzione a questa tematica e siamo sempre più consapevoli che i fornitori sono stakeholders contribuendo al valore della nostra azienda, ci aiutano a differenziarci dalla concorrenza e a fornire soluzioni e prodotti migliori.

Per ottenere questo occorre investire in una maggiore collaborazione tra i fornitori ed integrare tutti i fornitori, qualunque siano le loro dimensioni, l’ubicazione e il metodo di lavoro in uso.

Alla base c’è l’individuazione del fornitore che sulla “carta” ha tutti i requisiti per il servizio che cerchiamo, quindi possiamo inserirlo sulla piattaforma che consente di collaborare con lui ma immediatamente dopo occorre valutare il suo operato, le performance e quindi tenere monitorato la “qualità” dei servizi ottenuti.
Il fornitore è indispensabile, deve essere competente, deve portare a termine il suo lavoro, deve costare poco (non sempre questo è vincente!), deve essere sostituibile…concordate con noi?

Occorre quindi che l’azienda si strutturi per gestire flussi di lavoro avanzati con una Supply Chain Collaboration che supporti sia in fase di procurement che reporting riducendo al minimo l’impiego di risorse, consentendo un allineamento immediato, costante e diretto fra azienda e fornitore.

Che cosa c’è da fare?

Ecco che la risposta secondo noi è: l’utilizzo in azienda di un portale web integrato con il gestionale, all’interno del quale avere un quadro completo e aggiornato in tempo reale delle interazioni con il fornitore per coordinare e monitorare tutta la catena (esterna=fornitori ed interna=operatori) in modo semplice e immediato e per ottenere anche una gestione semplificata delle eventuali non conformità.

Rivedere le relazioni con i fornitori per integrarli tutti sulla Piattaforma Web di Supplier Relationship Management permette di avere una nuova organizzazione attenta a razionalizzare i costi di acquisto di servizi ed a monitorare ogni fase di avanzamento delle richieste ed avere costanti interazioni sulla catena di approvvigionamento.

Chiedici informazioni sulla nostra WorkArea Provider, compila la form dei Contatti!

Se vuoi crescere punta sui Cloud Verticali

Se vuoi crescere punta sui “cloud verticali”: non siamo noi che lo affermiamo ma IDC (International Data Corporation, la prima società mondiale specializzata in ricerche di mercato nei settori IT e innovazione digitale) che con i risultati delle ultime ricerche scuote le aziende e attrae la loro attenzione sul Cloud.

Abbiamo selezionato queste notizie e vogliamo fare con voi una riflessione sul cloud (accesso ad applicazioni e programmi che risiedono sulla “nuvola”) perchè la tecnologia, anche nel mondo delle Informazioni Commerciali e Recupero Crediti, rappresenta un fattore critico di successo, quindi è importante che le aziende conoscano e valutino nuove strategie per avere con facilità applicazioni industry-specific.

Entro il prossimo anno, il 43% delle grandi aziende trasferirà in cloud le applicazioni business e l’interesse sempre maggiore sarà verso applicazioni verticali, spiega IDC, perché le aziende cercano soluzioni che si possano configurare facilmente in modo da adattarsi alle proprie caratteristiche.

Il Cloud non è solo un metodo per tagliare i costi, ma soprattutto è un nuovo paradigma che genera una nuova economia per sviluppare nuove offerte e nuovi modelli a costi strutturali impensabili in precedenza e nel 2020 sarà talmente insito nel nuovo modo di fare business ed erogare servizi IT che probabilmente si smetterà di chiamarlo cloud.

Se il timore dell’imprenditore è quello di perdere il controllo sugli asset IT, i risultati della ricerca rispondono anche per noi, che i vantaggi sono misurabili ma è importante trovare tecnologie e partner che forniscano sicurezza, affidabilità e velocità per le applicazioni business… la previsione di IDC è che in ogni settore verticale si verranno a definire uno o più leader.
Anche per chi lavora nella Business Information deve poter avere il suo portale verticale …a buon intenditore poche parole!

Vi lasciamo con questa dichiarazione di Eileen Smith, program manager del IDC Global Technology and Research Group: “Questo cambierà non solo il modo in cui le aziende gestiscono la propria infrastruttura IT ma anche come competono nel loro stesso mercato”.

Buon lavoro a tutti!

Le Informazioni Commerciali, dal Codice Deontologico al Web!

È stato pubblicato nel mese di Ottobre il testo definitivo del Codice Deontologico dove vengono fissate le regole per il corretto uso dei dati sull’affidabilità commerciale per regolare un settore così importante.

Vogliamo fare alcune riflessioni insieme a voi sulle novità introdotte dal Codice sul trattamento dei dati personali effettuato a fini di informazione commerciale per valutare anche nuove opportunità di business.

Tra i numerosi punti previsti nel testo, vogliamo porre l’attenzione sulle “fonti pubblicamente e generalmente accessibili a chiunque” che possono essere usati ed estratti…è la prima volta che viene specificato in modo dettagliato e chiaro che i dati reperiti su testate giornalistiche cartacee o digitali, informazioni da elenchi telefonici, da siti web di enti pubblici o altre autorità di vigilanza e controllo possono essere trattati senza il consenso degli interessati.  Attenzione: è importante annotare sempre la fonte dalla quale sono stati estratti i dati del soggetto.

Quindi le società di informazioni devono porre sempre più attenzione alle fonti accessibili a chiunque.
Ma il mondo web e i social possono essere fonte informativa?
Sicuramente ne parleremo approfonditamente in convegni. tavole rotonde e incontri con guru della materia, noi semplicemente vogliamo condividere anche la notizia che abbiamo letto recentemente su un’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma dove si definisce “legittimo il diritto di critica che si esercita nel comunicare a tutti la morosità altrui”, insomma il creditore può pubblicamente comunicare con un “semplice post” i nomi dei propri debitori e gli importi non pagati. Naturalmente i fatti devono essere veri ed espressi senza giudizi personali!

Quindi a breve leggeremo: “fonte Facebook”?

Non sappiamo se sarà proprio così ma sicuramente l’agenzia si trova a consultare sempre nuove fonti, impensabili fino a qualche anno fa e a valutare attentamente che questi rispondano ai criteri indicati nel Codice di Deontologia del Garante.
Tutto questo, secondo noi richiederà di sicuro, una nuova formazione del personale in ambito “digital” su nuovi strumenti e differenti fonti da consultare, far crescere la cultura del dato e dell’informazione e perchè no, valutare nuovi sistemi di editor e redazione.

Forse è il momento di rinnovare il proprio gestionale di Redazione per poter stare al passo con le novità ed offrire Informazioni Commerciali più complete!

Le vendite giudiziarie su unico portale

Finalmente le vendite giudiziarie si trovano in internet e non più in tribunale per poter garantire la massima informazione sulle procedure esecutive e aumentare la trasparenza delle vendite giudiziarie.

Il decreto legge n. 83/2015 recante: “Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria” determina interessanti modifiche in materia di vendite giudiziarie.

In particolare, prevede la costituzione del portale unificato denominato “Portale delle Vendite Pubbliche” che consentirà a tutti gli interessati di acquisire le informazioni relative alle vendite giudiziarie nell’ambito di un’unica area web gestita dal Ministero della Giustizia, superando così l’attuale frammentazione con la pubblicazione degli avvisi di vendita per ogni singolo tribunale.

Sarà sicuramente un nuovo strumento per individuare tutte le aste sul territorio nazionale, ma ci chiediamo: ciò determinerà la fine dei tanti portali privati che contengono la pubblicazione degli avvisi di vendita?

Siamo a favore di un unico sito pubblico, ma gli info provider vi potranno accedere?

Per approfondimenti: Gazzetta Ufficiale

Recupero Crediti: outsourcer per gli Enti

Le aziende di recupero crediti, anche se non iscritte all’Albo, possono proporsi agli Enti Pubblici come outsourcer specializzati per rendere più efficace l’attività di recupero stragiudiziale dei tributi.
Questo è ciò che Marco Pasini, Presidente Unirec, tratta nell’articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore dove viene proposto alla Pubblica Amministrazione una collaborazione più stretta con le società iscritte all’associazione con un “modello innovativo” di gestione del credito.

Le imprese a tutela del credito possono essere di supporto nella fase stragiudiziale con le loro competenze e, come viene sottolineato nell’articolo, sono legittimate “nel tentativo di recupero in via stragiudiziale delle somme dovute all’ente” anche se non iscritte all’Albo poichè l’obbligo di iscrizione (vedi Dlgs 446/1997 art.53) è previsto SOLO per le aziende che svolgono l’attività di “riscossione delle entrate per conto della PA”.

NB: le aziende di recupero sono autorizzate ex art.115 del TULPS ad un’attività di supporto, consulenziale ed esecutiva nell’attività di recupero crediti stragiudiziale.

Riprendiamo questo articolo per porre all’attenzione su alcuni punti di criticità dell’attuale modello di recupero crediti negli Enti Locali dai quali poter fare insieme delle riflessioni:

a) assenza di processi e modelli consolidati e diffusi
b) assenza di unità organizzative (risorse dedicate e specializzate)
c) tempi mediamente lunghi di gestione del recupero
d) performance contenute

Alla luce di queste osservazioni, concordiamo con UNIREC che le aziende di recupero, oltre alle competenze devono poter proporre al sistema un modello di gestione più “evoluto”.

A nostro avviso la soluzione ottimale che possa garantire all’azienda efficacia ed efficienza deve permettere:

1) una gestione industrializzata in outsourcing
2) strategie miste, flessibili e diversificate in funzione delle caratteristiche del credito
3) un outsourcing modulare

Quindi alle società di recupero crediti oggi, sempre più, viene chiesto di offrire soluzioni innovative!
Voi che ne pensate?

Facebook: il database di chi “siamo” e che “cosa facciamo”

Concordate con noi che ormai oggi viviamo nell’economia delle relazioni e della reputazione?
I dati parlano chiaro: sono 26 milioni gli utenti attivi di Facebook in Italia, 21 milioni quelli che lo usano ogni giorno.
Per questo motivo dobbiamo parlare del social network Facebook, anche con chi si occupa, come noi, di Business Information e Credit Solution per capire, conoscere e monitorare questo fenomeno.

In quest’ottica, una novità che sicuramente avete letto nel mese di agosto, è la notizia che Mark Zuckerberg ha depositato presso l’Ufficio brevetti statunitense (fonte: Repubblica.it) una domanda per la concessione di un brevetto che dovrebbe servire a misurare l’affidabilità creditizia degli utenti del social network e, quindi, a consentire a banche e società finanziarie di valutare se concedere o meno un finanziamento.

Ma vi sono notizie anche più recenti, è di pochi giorni fa, Facebook annuncia che inizia a utilizzare, per scopo pubblicitario (fonte Repubblica.it), tutto quello che sa sulle nostre navigazioni web. Forse pochi sanno che Facebook è in grado di sapere quali siti visitiamo oltre al suo dominio. Basta che la pagina abbia un suo pulsante social (Mi Piace, Condividi) e Facebook saprà che siamo stati su quel sito. Non occorre nemmeno che clicchiamo sul pulsante, perché questo in realtà contiene un codice che comunica con i server di Facebook.
Pubblicare pulsanti social è ormai una scelta impossibile da evitare, pena l’emarginazione nell’ecosistema web!
Quindi si parla di un database di dati personali con proporzioni mai viste, dove c’è la somma di tutto quello che facciamo e “siamo” su Facebook e (quasi) tutto quello che facciamo sugli altri siti (al netto di quei pochi che sono privi di pulsanti social).

Riflettiamo insieme su queste novità…chi come noi lavora nelle Business Information deve essere attento a queste notizie perchè è un futuro in cui stiamo già vivendo.

Forse dobbiamo già pensare a servizi e soluzioni che integrino i social network?
Che cosa ne pensate?

Ci farebbe piacere confrontarci per creare valore insieme.

Focus su Acquisto Crediti per le agenzie di recupero

chiave-del-successo-600x449Interessante evento organizzato da Stop Secret lo scorso 8 luglio a Roma dove abbiamo partecipato come uditori nel quale un variegato panel di relatori si sono avvicendati sul palco per analizzare e confrontarsi sulle opportunità che si aprono con il D.M. 2 aprile 2015.

Vogliamo condividere con voi i punti emersi e sui quali, a nostro avviso, la discussione si è fatta più interessante.

L’opinione condivisa da tutti i relatori è che questa modifica normativa offre al settore una nuova opportunità di business anche se le società di recupero devono sviluppare nuove competenze necessarie sia nella fase di acquisizione dei portafogli sia nella successiva loro gestione poiché i portafogli potranno essere misti (la tipologia dei crediti sarà variegata).

Questa nuova attività inoltre, può garantire alle imprese un carico di lavoro continuativo e senza gli attuali tempi di gestione ristretti dettati dalle mandanti.

L’interrogativo emerso in più momenti della giornata è stato: “si formerà un mercato di seconda fascia?” ossia i grandi players come Banca Ifis, continueranno a fare i grandi acquisti, lavoreranno le pratiche e poi parcellizzeranno i portafogli e rivenderanno alle società di recupero.
Probabilmente le società di recupero faranno gruppi di acquisto per maggiore potere e bypassare i vincoli patrimoniali previsti dalla norma.
Ad avvalorare questo basta leggere l’ultima operazione fatta da Banca Ifis, l’acquisto del portafoglio revolving del valore nominale di circa 400 milioni di euro di Npl di Findomestic Banca in una gara dove hanno partecipato oltre 15 player nazionali ed internazionali tra banche, fondi di investimento e asset management company.

Vista l’esperienza delle aziende di recupero crediti nella gestione delle pratiche, anche l’attività di Due Diligence nei confronti dei soggetti che hanno dei portafogli da cedere potrà essere svolta direttamente, senza ricorrere a consulenti, solo se investiranno nella ingegnerizzazione dei processi e con l’istituzione, probabilmente, anche del Quality Manager….le “115” non devono diventare la discarica degli Npl! …alcuni relatori hanno evidenziato questo pericolo.

Per valorizzare il portafoglio crediti è necessario svolgere quindi una accurata Due Diligence o Financial Investigation, come la chiamano gli anglosassoni, e i focal points sui quali più relatori si sono soffermati sono:

1. Rapidità e personalizzazione del processo/workflow

2. Innovazione ed integrazione di sistemi

3. Economicità e costi sostenibili

Punti chiave a noi AIM molto vicini, la tecnologia rappresenta un valido supporto per intraprendere e cavalcare questa nuova opportunità di business che si presenta alle società di recupero crediti.
Occorre una soluzione software che consenta all’azienda di coniugare la lavorazione massiva con l’unicità della singola pratica.

Nuove soluzioni Real Estate

catastoDa oggi è disponibile sulla piattaforma ecommerce WorkArea nuovi servizi e informative sul mondo immobiliare.

I due sistemi di “pubblicità immobiliare” presenti in Italia, Catasto Ordinario e Catasto Tavolare o sistema del libro fondiario, sono “virtualmente” uniti grazie alla realizzazione da parte di AIM di un software che consente di gestire in modo automatico le informazioni presenti nei due sistemi.

E’ possibile, via web, individuare tutte le proprietà immobiliari di un soggetto, persona fisica e giuridica, su tutto il territorio nazionale compreso i Tavolari.

Il Catasto Tavolare, come sappiamo, è uno dei sistemi catastali in uso da molti secoli nelle province di Bolzano e di Trento.
Tale ordinamento si differenzia dal catasto ordinario per le modalità di conservazione informazioni e per il diverso peso giuridico delle sue risultanze e ciò ha rappresentato sempre una “difficoltà” nelle ricerche on-line.

La soluzione AIM provvede alla interpretazione dei diversi documenti estraendone tutte le informazioni presenti e procede alla loro archiviazione strutturata in apposito data base. Il sistema inoltre è in grado di trattare più richieste contemporaneamente e può essere integrato con il sistema informativo aziendale.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul nostro E-Commerce WorkArea per le Real Estate Information, scrivici!

Intermediari finanziari al riordino e novità per le società di Recupero Crediti

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 maggio 2015 n.105, il decreto Mef n. 53 del 2 aprile 2015 dove l’autorità di vigilanza ha ridefinito le regole di settore in modo da renderle omogenee rispetto alla normativa prudenziale applicata alle banche.

Attraverso queste novità normative si introducono controlli e requisiti più stringenti agli intermediari affinché possano svolgere l’attività creditizia. L’obiettivo che il legislatore ha voluto raggiungere è quello di garantire maggiore stabilità al sistema finanziario nel suo complesso e maggiore tutela alla clientela finale.

In estrema sintesi, i confidi di dimensioni maggiori che hanno un volume di attività finanziaria pari almeno a 150 milioni di euro e le agenzie di prestito su pegno entrano tra gli intermediari finanziari soggetti all’autorizzazione della Banca d’Italia.

Sono previste regole più stringenti per definire le attività di concessione di «finanziamenti sotto qualsiasi forma» come leasing, credito ai consumatori, crediti ipotecari e rilascio di fideiussioni o avalli.

La novità che ci interessa più da vicino è sicuramente quanto indicato nell’articolo 2 dove si specifica che “non costituisce attività di concessione di finanziamenti, oltre ai casi di esclusione previsti dalla legge:

b) l’acquisto, a titolo definitivo, di crediti da parte di società titolari della licenza per l’attività di recupero stragiudiziale di crediti ai sensi dell’articolo 115 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza...”

Ecco allora che ci poniamo molte domande su come cambierà l’attività per le società di recupero stragiudiziale dei crediti che potranno valutare anche l’acquisto, in particolar modo, le società che desiderano cavalcare questa nuova opportunità di business dovranno rivedere i loro processi e le loro procedure acquisendo competenze e tecnologie per una valutazione accurata dei crediti oggetto di cessione per poter effettuare due diligence accurate.
Questa novità ha un impatto anche sulle società di informazioni commerciali che vedono il loro ruolo sempre più strategico nel supportare queste società nel reperire e gestire le informazioni del debitore ceduto.

Sicuramente ne parleremo molto, ci incontreremo per approfondire la tematica prima e dopo l’entrata in vigore delle disposizioni indicata per il 10 Luglio p.v., sono già in calendario alcuni importanti convegni come quello organizzato da StopSecret.

Anche noi di AIM ti proponiamo di seguire il nostro free Webinar sulla soluzione applicativa “WorkArea Provider” in programma per il 7 luglio prossimo, dove ti illustreremo la migliore soluzione per la gestione massiva delle pratiche con workflow di lavorazione e di analisi personalizzato.

Prenotati per il free Webinar a: info@aimconsulting.it

Informazioni commerciali e il Codice Deontologico

Ormai siamo in fase di arrivo della fase di consultazione pubblica che l’Authority per la protezione dei dati personali ha fatto sullo schema del “Codice di deontologia e buona condotta relativo al trattamento dei dati personali effettuato a fini di informazione commerciale”.
Lo schema fissa un primo quadro di garanzie riguardo all’attività svolta da parte delle società che forniscono servizi informativi sulla solidità e solvibilità delle imprese.

I soggetti che forniscono servizi di informazione commerciale, infatti, raccolgono, elaborano e analizzano dati relativi alla situazione economica, finanziaria, patrimoniale delle imprese e delle persone che rivestono incarichi al loro interno o ne risultino azionisti.
Le disposizioni previste si applicano alle sole informazioni commerciali riferite a persone fisiche e, nello specifico, al trattamento dei dati personali provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque o pubblicamente accessibili da chiunque (c.d. fonti pubbliche), nonché al trattamento avente ad oggetto i dati personali forniti direttamente dagli interessati. Non rientra, invece, nell’ambito di applicazione del Codice il trattamento effettuato nell’ambito di sistemi informativi creditizi (c.d. SIC).

Interessante è stato l’intervento del Dott. Daniele De Paoli, Dirigente del Garante della Privacy, in occasione del convegno organizzato dalla rivista StopSecret il 22 aprile u.s., dove ha illustrato le finalità del Codice che si sintetizzano in poter assicurare, da un lato, la certezza e la trasparenza nei rapporti commerciali nonché l’adeguata conoscenza e circolazione delle informazioni commerciali ed economiche e, dall’altro lato, la qualità, la pertinenza, l’esattezza e l’aggiornamento dei dati personali trattati…questo codice sarà un buon punto di partenza!

Nella medesima occasione, il dott. De Paoli, ha auspicato un incontro con i vertici della Federpol non solo per analizzare il nuovo codice di deontologia per gli informatori commerciali ma anche al fine di rivisitare il codice di deontologia degli investigatori privati.

Riportiamo alcune osservazioni interessanti dello StudioCataldi.it sul “Diritto di oblio per i falliti e per chi è stato colpito da pignoramento o ipoteca

Come si legge nello schema qui sotto allegato, infatti, “ai fini dell’erogazione del servizio di informazione commerciale è ammesso il trattamento anche di dati giudiziari provenienti dalle fonti pubbliche; per quanto riguarda, invece, le fonti pubblicamente e generalmente accessibili, è consentito il trattamento dei soli dati giudiziari diffusi negli ultimi sei mesi, a partire dalla data di ricezione della richiesta del servizio da parte del committente, e senza alcuna possibilità per il fornitore di apportare modifiche al contenuto di tali informazioni – salvo l’eventuale loro aggiornamento – e di utilizzarle a fini dell’elaborazione di informazioni valutative”.
Come previsto dall’art. 9 del codice, i fornitori dovranno adottare “idonee misure organizzative e tecniche atte a garantire un riscontro telematico, tempestivo e completo alle richieste avanzate dagli interessati” di esercizio dei propri diritti.

Comunque siamo in attesa di conoscere le osservazioni e proposte da parte di tutti i soggetti interessati, dalle associazioni delle società che raccolgono o utilizzano i dati, alle associazioni dei consumatori, agli ordini professionali, agli studiosi e agli esperti della materia.

Il settore è in fermento…stay tuned!